Frati Minori Cappuccini Lombardia
I frati cappuccini hanno
cessato la loro presenza in questo convento il mese di Luglio 2014.
Lasciamo la pagina come testimonianza di una presenza sul territorio della
Archidiocesi di Milano.
CONVENTO DELLA
VISITAZIONE
Cerro Maggiore - MI
Indice del Documento
Nella seconda meta
del XVI secolo Pompeo Legnano, un anziano mercante di Cerro
Maggiore, fece costruire fuori del villaggio una piccola chiesa
dedicata al Mistero della Visitazione e accanto ad essa una
piccola casa per il cappellano.
In questi anni i cappuccini, da poco stabilitisi a Milano,
desideravano avere nella zona un luogo, che servisse oltre che
per il ministero anche come alloggio nei lunghi viaggi del tempo.
Il notaio milanese Antonio Rinaldi, da lungo tempo benefattore
dei cappuccini, venuto a conoscenza del desiderio dei frati e
delle intenzioni di Pompeo Legnano convinse quest'ultimo ad
affidare al nuovo ordine religioso la cappella con la piccola
casa.
Nel 1582 i frati visitarono il luogo e accettando l'invito di
stabilirsi a Cerro Maggiore con la benedizione di s. Carlo
Borromeo. L'anno seguente, p. Giambattista da Milano iniziò la
costruzione del convento, che in pochi mesi venne realizzato. Al
termine dei lavori contava 19 cellette, e gli ambienti
indispensabili. Poiché la presenza dei frati attirò molte
persone già nel 1586 fu necessario l'ampliamento della piccola
chiesa, reso possibile dai benefattori del luogo tra i quali lo
stesso Pompeo Legnano e sua moglie Maddalena Besozza.
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Il convento, costruito di fretta e con aggiunte negli anni
successivi, ebbe bisogno di rifacimenti e restauri già
all'inizio del XVII secolo. I lavori, con perizia e calma, furono
seguiti da p. Cirillo da Maggiora. Già nel 1665 il convento
divenne per la sua importanza il secondo noviziato della
provincia monastica di Milano. La presenza di giovani novizi
richiese così ulteriori ampliamenti e fra i quali quello
dell'orto.
L'insediamento claustrale, a causa della povertà dei materiali
usati nella prima costruzione, fu rifatto completamente attorno
al 1750. La chiesa, in questo ricostruzione, assunse l'aspetto e
le dimensioni attuali, e fu anche affrescata dal pittore Donato
Mazzoleni(?), artista locale. Tutti gli affreschi sono andati
perduti eccetto quello dell'Addolorata, che si può ammirare in
uno dei coretti.
A causa della soppressione napoleonica del 1812, il convento,
comprato da un laico, fu adibito ad uso civile. I frati vi
torneranno solo nel 1897.
In diversi momenti del XX secolo il convento sarà adibito alla
formazione dei frati.
L'Arcivescovo cappuccino missionario, Celestino Cattaneo, vi
trascorrerà l'ultimo decennio della sua vita, nel febbraio 1946
fu sepolto in chiesa, nella cappella di San Francesco.
Nell'immediato secondo dopo guerra, su richiesta delle autorità
italiane e del Arcivescovo di Milano Card. Schuster, i resti
mortali di Benito Mussolini rimasero nascosti nella cappella
dell'infermeria del convento dal 25 agosto 1946 al 29 agosto del
1957, quando furono riconsegnati al Governo italiano.
Infine, negli anni sessanta, il vecchio convento fu demolito per
lasciare posto a quello attuale progettato da p. Angel Maria
Nulli. Della costruzione del 1750 rimane soltanto la chiesa.
Vogliamo ricordare con tutti coloro che li hanno conosciuti fra
Feliciano da Artogne (1904-1946) e fra Stefano da Brambilla (1912-2002)
preclare figure di semplicità e servizio francescano.
Nel
1957, la chiesa fu restaurata con gusto da p. Liberio da Nembro,
riconducendone l'esterno allo stile originario. Oggi, possiamo
vedere la facciata con linee semplici ed eleganti, tipiche del
gotico lombardo, insieme all'aggiunta del rosone centrale, di
finestre e lesene coronate da cimase, del massiccio portale,
alleggerito dallo zoccolo in pietra e dagli archetti in laterizio
del sotto grondaia, che si inseriscono nell'insieme con molta
austerità (foto n°.1).
L'antico affresco del Mazzoleni, ormai irrimediabilmente perduto,
fu sostituito con un mosaico rappresentante il Mistero della
Visitazione, come il rosone attuale prese il posto dell'antica
vetrata. Una lunetta sovrastante la vetrata completava l'antica
facciata come nella foto n° 8.
Il pavimento del presbiterio e della navata centrale fu
interamente rifatto con l'impiego di marmi e al centro di
quest'ultima fu posto il mosaico del Buon Pastore. Più tardi
saranno rifatti in cotto anche i pavimenti degli altari laterali
e dei coretti sotto i quali passa il nuovo riscaldamento.
La decorazione delle pareti ha subito molte peripezie fino
all'ultima tinteggiatura del 2001.
La chiesa sviluppa ai lati della navata quattro spaziose cappelle.
Al centro dei lati due portoni danno su sale adibite a
ripostiglio. Una delle quali accoglie annualmente il bellissimo
presepe di francescana tradizione.
La
bellissima vetrata del coro |
È da notare la vetrata del coro, al centro della quale è rappresentato il Mistero della Visitazione, coronato da due angeli in adorazione, realizzati di recente su disegno di fra Damaso Bianchi. Di pregio la moderna Via Crucis della pittrice Moroni.
Nell'anno
2003, il coretto di sinistra guardando l'altare, è stato abbellito da
due vetrate realizzate su disegno e progetto di Fra Stefano
Polese.
Le vetrate rappresentano i sacramenti del Battesimo e dell'Eucaristia. Di notevole pregio sono i giochi di luce che mettono in risalto i misteri sacramentali illustrati attraverso una ricca e colorata simbologia. |
Nel 2004, con superiore fra Gianbattista Rosa, si è affrescato l'arco trionfale che divide la chiesa dall'altare. E poi successivamente si è decorata, rendendola sempre più vivace e accogliente.
L'affresco, realizzato dal pittore cerrese Erio Proverbio, è composto dalle immagini di San Francesco e Santa Chiara sulle colonne, e dal Cristo Pantocrator al centro dell'arco, nella gloria degli angeli che in due schiere laterali lo indicano presente ai fedeli.
San Francesco e Santa Chiara, realizzato secondo una iconografia che ricorda i dipinti giotteschi di Assisi, presentano ai fedeli il centro della loro spiritualità. Francesco annuncia "senza glossa" il Santo Vangelo, presentando all'assemblea il cuore del sermone della montagna: "Amate i vostri nemici", fatto carne nelle Stimmate, che sono impresse nella sua carne, come nella carne di Cristo: Francesco "alter Cristo" secondo la tradizione francescana.
Chiara, tiene nelle mani l'ostensorio, indicando ai fedeli che la contemplano e con lei pregano dove sta la sua forza: in Cristo. Iconografia che ricorda il miracolo della salvezza ottenuta da Cristo Eucaristico davanti alla minaccia dell'aggressione saracena. Bellissima immagine appositamente realizzata anche ricordando l'annuncio del Santo Padre, papa Giovanni Paolo II, di aprire nell'ottobre 2004, l'Anno Eucaristica.
La decorazione realizzata dal bergamasco Luciano Previtali , sottolinea le linee architettoniche della chiesa, rallegrando la severità e austerità dello stile gotico-romanico lombardo. In questo lavoro è stata preziosa la collaborazione di fra Stefano Polese, nei suggerimenti dei colori e nel realizzare le forme di alcune decorazioni. |
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realizzato da Erio Proverbio ispirato dal VIII° Centenario della nascita dell'Ordine dei Frati Minori 1209-2009 |
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Fra Mario-Fra Stefano